“Mai come ora è necessario esporsi e mantenere i propri valori”

“Abbiamo presentato il nostro primo bilancio di sostenibilità. Lo abbiamo fatto ora, perché pensiamo che mai come in questo momento di incertezza globale sia necessario e importante esporsi per dare un segnale di continuità e di mantenimento dei valori”.

Mirella Paglierani, presidente di Gemos, ha aperto così l’evento di presentazione del primo Bilancio di Sostenibilità della cooperativa di ristorazione che si è tenuto a Faenza a fine giugno. Il documento descrive in modo trasparente e articolato i risultati della cooperativa in ambito economico, sociale e ambientale e mostra l’impegno a favore dello sviluppo sostenibile.

Il Bilancio di Sostenibilità Gemos è elaborato in collaborazione con una delle principali società di consulenza che certifica i report di sostenibilità, la EY, e redatto in conformità ai Gri Sustainability Standards, gli standard maggiormente utilizzati a livello internazionale per la rendicontazione non finanziaria.

Questo Bilancio di Sostenibilità è un modo di raccontare tutto il valore che risiede dietro a ogni piatto, a ogni servizio e a ogni gesto – continua la presidente -. Fin dalla nascita di Gemos i temi della responsabilità, della salvaguardia, della sostenibilità, delle persone al centro, rappresentano i nostri valori; la nostra organizzazione è costruita mettendo al centro le persone, la tutela del cliente, la tutela dell’ambiente, la legalità. Il progetto di questo bilancio è nato dal desiderio di raccontare in un report strutturato tutto il nostro meglio e il valore che creiamo”.

Il capitolo iniziale è dedicato al tema delle emergenze internazionali, con un focus sui punti di forza che Gemos ha messo in campo per affrontare i momenti critici legati alla pandemia prima e le crisi sul fronte delle forniture poi.

Il report evidenzia di seguito le politiche aziendali adottate dalla cooperativa: la politica per la qualità, atta a soddisfare il cliente e a controllare i processi; la politica per la sicurezza alimentare, con una particolare attenzione al consumatore; la politica per la rintracciabilità nella filiera agroalimentare; la politica per la tutela della salute e della sicurezza delle persone sul lavoro; la politica per la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse naturali; la politica per un utilizzo consapevole dell’energia e la politica per l’animal welfare, nel rispetto delle esigenze fisiologiche ed etologiche degli animali.
Gemos ottimizza le energie, l’utilizzo degli imballaggi, l’impiego di prodotti per la sanificazione e la pulizia e la gestione delle eccedenze alimentari. Utilizza energia verde nei centri di cottura, impiega automezzi elettrici e incentiva le pratiche di riuso, riciclo e recupero (nel 2021 per le scuole sono state acquistate oltre 14mila bag antispreco, che consentono ai bambini di portare a casa il cibo non consumato, e 15mila borracce, per risparmiare plastica monouso).

La cooperativa è riuscita a investire in queste politiche e nel contempo a crescere. Ecco i numeri che lo dimostrano: 60 milioni di euro di fatturato, 12 milioni di euro di patrimonio netto, 1600 lavoratrici e lavoratori, 224 centri cottura, 156 centri di distribuzione e 42 terminali di cottura. Il tutto con una storia di 47 anni alle spalle.

“Resilienza è una parola inflazionata – ha concluso Paglierani -, ma vogliamo utilizzarla consapevolmente per raccontare come Gemos abbia reagito e reagisca alle difficoltà di questi anni. Resiliente è quell’organizzazione che è capace di riadattarsi in maniera positiva alle criticità, e sostenibilità è la capacità di creare valore nel tempo, non solo per l’impresa, ma per il territorio e per tutti gli stakeholder”.